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Droga e perdita di libertà: come l’assunzione di sostanze ci toglie la libertà e genera disagio

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La nota dello psicologo e psicoterapeuta Saverio Costantino

Il contenuto droghe, ma anche quello relativo all’assunzione di alcool come facilitatore di relazioni, ormai sembra siano rientrati nei nostri schemi comuni, nei nostri discorsi quotidiani.

Nei comportamenti tra ragazzi e ragazze, non vi sono più grandi differenze. Ma questo fenomeno è riferibile solo agli adolescenti o riguarda anche qualche generazione in età avanzata, alla ricerca di una adolescenza mancata o non completamente vissuta?

È importante dirlo, la droga sottende anche la schiavitù di doverla reperire e quindi alimentare aree di illegalità, ma questo tema lo lasciamo alle Forze dell’ Ordine che di sicuro hanno occhi più attenti.

A noi interessa sottolineare che l’uso di sostanze non è uno sballo senza conseguenze, si distruggono le funzioni cognitive, l’attenzione, la capacità di concentrazione e, perché no, di analisi e sintesi.

Troviamo nelle generazioni che osserviamo nella nostra pratica clinica anche patologie di natura psichiatrica, anche in età più matura.

Ansia e attacchi di panico si abbeverano in questi putridi stagni.

In età adolescenziale, la movida spesso maschera alcuni deragliamenti che poi lasciano segni profondi nella personalità di ogni ragazzo che domani diventerà adulto.

Un appello va fatto ai genitori perché mantengano la posizione salda, perché non rinuncino ai confini, ormai sempre più labili, come accade nei nostri social, che ridefiniscono i concetti delle relazioni e delle amicizie.

I giovani, ma non solo, usano spesso sostanze o alcool per sperimentare sensazioni di piacere, per sentirsi a proprio agio nel trascorrere una serata con i coetanei, eliminando le inibizioni e le insicurezze.

Se per socializzare e star bene abbiamo bisogno di drogarci, forse dobbiamo interrogarci sulla necessità e sul bisogno di altre cure. Quando parliamo di cure, non necessariamente ci riferiamo a quelle dello psicologo e dello psichiatra, ma ci riferiamo ancora di piu’ agli abbracci veri, alle amicizie vere, ai rapporti autentici, pochi non troppi.

Vite felici ostentate sui social, ma nella realtà tanta solitudine e bisogno di approvazione.

Fare uso di droghe, ormai reperibili a pochi euro, elude anche la vigilanza economica dei genitori che magari avvallano serate spensierate che pero’, poi, si trasformano in micro spaccio.

I “no” e i confini spesso hanno bisogno di forti conflitti, ma se lo facciamo il prima possibile, allora faremo in modo che pieghe disfunzionali non si cronicizzino.

Non possiamo affidare le nostre vite solo ai tecnici, o alle Forze dell’Ordine,  che ormai sembrano prolungamenti di funzioni materne e paterne nelle notti di assenze dei genitori veri. È importante che noi genitori impariamo a leggere i cambiamenti di umore, i cambiamenti di orario e di richieste di denaro dei nostri figli.

Ognuno non deleghi agli altri ciò che è di propria competenza, il genitore faccia il genitore; ognuno si riappropri delle sue responsabilità, anche perché le cose non si risolvono da sole, ma vanno viste e risolte, altrimenti, come accade in natura, gli eventi climatici non risolti provocano pericolose valanghe.

venerdì 29 Luglio 2022

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