Dalla formazione al lavoro: la risposta dell’Istituto professionale Archimede al mismatch occupazionale in occasione della Notte delle Professioni

La Notte delle Professioni è stata anche l’occasione per rispondere a una domanda cruciale: perché credere oggi in un istituto professionale? La risposta arriva dai dati

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Il 17 gennaio scorso l’Istituto Professionale Archimede ha aperto le proprie porte alla comunità in occasione della Notte delle Professioni, un evento pensato per raccontare in modo concreto e documentato il valore della formazione professionale oggi, in un contesto economico e produttivo caratterizzato da una crescente domanda di competenze tecniche specialistiche.

Nel corso della serata, studenti e famiglie hanno potuto visitare i laboratori dell’Istituto, autentico fiore all’occhiello dell’offerta formativa, progettati per riprodurre fedelmente ambienti, processi e tecnologie del mondo del lavoro. Spazi didattici altamente attrezzati che rappresentano un ponte diretto tra scuola e impresa.

Particolare interesse ha suscitato il settore elettrico, con laboratori dedicati agli impianti civili e industriali e un’attenzione specifica alla domotica e alle applicazioni per la transizione energetica. Il laboratorio meccanico, dotato di torni tradizionali e a controllo numerico (CNC), ha mostrato come la didattica sia perfettamente allineata alle competenze oggi maggiormente richieste dalle realtà industriali. Accanto a questi, i visitatori hanno potuto conoscere il laboratorio di manutenzione dei mezzi di trasporto, quello di saldatura, il laboratorio di termoidraulica e il laboratorio di moda, attrezzato con macchinari professionali per la lavorazione delle pelli, la confezione industriale e il ricamo.

Elemento distintivo della serata è stata anche la possibilità, per i ragazzi in visita, di utilizzare visori per la realtà immersiva, strumenti pienamente integrati nell’offerta formativa dell’Istituto e finalizzati allo sviluppo di competenze digitali avanzate, sempre più richieste nei contesti produttivi contemporanei.

La Notte delle Professioni è stata anche l’occasione per rispondere a una domanda cruciale: perché credere oggi in un istituto professionale?
La risposta arriva dai dati.

Secondo il Report Mismatch CNEL–Unioncamere 2025-2026, circa la metà delle figure professionali ricercate dalle imprese italiane risulta di difficile reperimento, con percentuali che superano il 60% proprio nei settori tecnico-industriali. In particolare, nei comparti meccanico ed elettrico la difficoltà di reperimento oscilla tra il 60% e il 60,5%, a causa sia della carenza di candidati sia del gap tecnologico tra formazione e industria.

Ancora più marcato il quadro nel settore moda, pilastro del Made in Italy: a fronte di un fabbisogno annuo di circa 9.000 tecnici specializzati, il sistema formativo ne produce poco più di 2.000, generando un gap stimato tra il 75% e l’80%. Confindustria Moda prevede, entro il 2026, la necessità di tra 64.000 e 95.000 nuovi ingressi per sostenere il ricambio generazionale e la competitività del settore.

Il contesto diventa ancora più significativo se si osservano i dati territoriali. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, area a forte vocazione manifatturiera, il mismatch supera spesso la media nazionale. Nel settore elettrico ed elettronico, la difficoltà di reperimento raggiunge il 75,5%, mentre nel comparto meccanico e meccatronico si attesta tra il 55,5% e il 74% per figure come saldatori e montatori. Anche il settore moda registra criticità rilevanti: oltre il 55% delle imprese non riesce a trovare figure specializzate, con picchi del 67,9% per gli addetti ai macchinari tessili e alla confezione.

Questi numeri delineano con chiarezza uno scenario: il diploma professionale è una leva strategica di occupabilità. Le imprese chiedono competenze tecniche, capacità operative, flessibilità e problem solving; la scuola professionale, quando dotata di laboratori avanzati e di un forte raccordo con il territorio, è in grado di rispondere in modo efficace a questa domanda.

La Notte delle Professioni dell’Istituto Archimede ha rappresentato, in questo senso, non solo un momento di orientamento, ma una vera e propria operazione di trasparenza formativa: mostrare ciò che si fa, come lo si fa e, soprattutto, perché lo si fa. Un messaggio chiaro rivolto a studenti e famiglie: investire nella formazione professionale significa investire in competenze reali, immediatamente spendibili e sempre più centrali nello sviluppo economico e produttivo del territorio.

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