Salento: sole, mare e… buona cucina: gli itinerari gastronomici del tacco d’Italia

Manduria
Il successo di questa straordinaria terra, infatti, è dovuto anche alla sua ricchezza enogastronomica
Quando si pensa al Salento con il desiderio di scoprire la vera essenza di questa parte di Puglia, è necessario andare oltre alle immagini legate alle spiagge e alla movida.
Il successo di questa straordinaria terra, infatti, è dovuto anche alla sua ricchezza enogastronomica, un patrimonio fondamentale per la storia del tacco d’Italia e per i suoi abitanti, visceralmente legati a una terra spesso complessa, ma non per questo incapace di regalare soddisfazioni.
Cosa portare con sé per un soggiorno dedicato alla scoperta dei sapori salentini? Prima di tutto l’attenzione alla flessibilità: scegliendo di affittare una delle numerose case vacanze in Salento disponibili online su CaseVacanza.it, su questa pagina è possibile organizzare il viaggio senza vincoli di orario e prendersi tutto il tempo necessario per scoprire luoghi indimenticabili.
Fra questi rientrano le cantine di località come Copertino e Manduria. Mete che fanno parte della locale Strada del Vino, sono la culla produttiva di vini come il Negroamaro, che incanta l’olfatto con il suo bouquet caldo dominato da sentori di frutti come l’amarena.
Regine incontrastate del panorama gastronomico salentino sono le masserie. Strutture che affondano le proprie radici in un tempo a dir poco remoto – già nell’epoca dell’antica Roma erano presenti, nella zona del Salento, degli edifici utilizzati dalle famiglie di agricoltori per ricoverare le attrezzature per lavorare la terra – attorno al XV secolo, epoca delle scorrerie dei pirati turchi, sono diventate luoghi di protezione per animali e raccolti.
Oggi riconvertite in ristoranti e agriturismi, sono realtà dove è possibile gustare delizie come le orecchiette con cime di rapa e le pittule, frittelle salate preparate soprattutto nel periodo natalizio.
L’entroterra salentino è, per le buone forchette, un punto di riferimento per le degustazioni di olio extra vergine: anche se il batterio Xylella continua, ormai dal 2013, a colpire fortemente la filiera, la produzione artigianale dell’olio è uno dei cardini della gastronomia locale.
Visitando i frantoi di località come Ugento e Presicce – entrambi considerati fra i borghi più belli d’Italia – è possibile far cantare le papille grazie a un prodotto che è frutto della valorizzazione e del rispetto per un albero dalla forte carica simbolica e dalla storia millenaria.
Qui l’olio viene servito su pane casereccio e spesso accompagnato dai formaggi locali, protagonisti di un’esperienza sensoriale che non può che rimanere nel cuore.
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