Affitti, risparmiare conviene: cosa c’è da sapere sul canone concordato e la cedolare secca al 10%

Molti proprietari e inquilini ignorano ancora i vantaggi fiscali del canone concordato, che non è solo una scelta etica per calmierare il mercato, ma anche una mossa finanziaria estremamente intelligente

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In un mercato immobiliare in continua evoluzione, esiste uno strumento che permette ai proprietari di pagare meno tasse e agli inquilini di accedere a canoni più sostenibili: il contratto a canone concordato. Troppo spesso confuso con le normali locazioni “libere”, questo modello contrattuale offre agevolazioni fiscali imbattibili, a patto di seguire regole precise e ottenere la necessaria Attestazione di Rispondenza.

Cos’è il Canone Concordato? A differenza dei contratti “4+4”, dove il prezzo è deciso liberamente dalle parti, il canone concordato (3+2) prevede un affitto compreso entro limiti minimi e massimi definiti dagli Accordi Territoriali tra il Comune e le organizzazioni sindacali della proprietà edilizia e degli inquilini.

I vantaggi: perché conviene a tutti? Il beneficio principale per il proprietario è di natura economica. Scegliendo il canone concordato, si può accedere alla cedolare secca agevolata al 10%, invece dell’aliquota ordinaria del 21% prevista per i contratti liberi.

Ma non finisce qui:

Sconto IMU: Per legge, l’IMU sugli immobili affittati a canone concordato è ridotta del 25% (si paga cioè il 75% dell’aliquota comunale).

Vantaggi per l’inquilino: Un canone mensile più basso rispetto ai prezzi di mercato e detrazioni fiscali IRPEF più alte in base al reddito.

Il ruolo cruciale dell’Attestazione di Rispondenza

Per poter beneficiare legalmente della tassazione al 10% e delle riduzioni IMU, non basta “dichiarare” di fare un canone concordato. Dal 2017, la normativa (D.M. 16/01/2017) prevede l’obbligo dell’Attestazione di Rispondenza.

Che cos’è?

È un documento rilasciato dalle associazioni di categoria che certifica che il calcolo del canone e le clausole inserite nel contratto siano conformi all’Accordo Territoriale vigente. Attenzione: Senza l’attestazione firmata dalle associazioni firmatarie dell’accordo, in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, si rischia la perdita totale delle agevolazioni fiscali e il ricalcolo delle tasse con le aliquote ordinarie. Per stipulare un contratto a canone concordato puoi rivolgerti a una delle associazioni più rappresentative per ottenere il visto di conformità. Informarsi conviene: il canone concordato è la via d’uscita intelligente per garantire stabilità agli inquilini e una rendita netta superiore per i proprietari.

CAF Espresso

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Commenti

  • Vincenzo Dimatteo (utente non verificato)

    Il problema e giusto e Conveniente,
    Noi dell’Assocasa, Asseveriamo i Contratti e Rilasciamo vli Attestati. da anni