Come i cittadini possono difendersi dai finti messaggi che promettono sconti inesistenti

Oggi come oggi, un messaggio che promette uno sconto eccezionale dovrebbe già accendere un campanello d’allarme. Tuttavia, ci sono anche dettagli più sottili da individuare
In molte città italiane il fenomeno dei messaggi fraudolenti legati a sconti inesistenti è in crescita. Ogni giorno molti cittadini ricevono SMS, email e notifiche sui social che promettono vantaggi immediati come un coupon per il supermercato, uno sconto su un brand noto o una spedizione gratuita. Alcuni sono veri e offrono benefici reali, ma altri sono messaggi di phishing costruiti per sembrare plausibili e familiari.
Il meccanismo è semplice: attirare l’utente con un vantaggio di cui poter fruire immediatamente e spingere al click. Una volta aperto il link, si finisce su pagine che chiedono dati personali o credenziali di accesso. In alcuni casi, basta lasciare il proprio indirizzo email per essere inseriti in circuiti ancora più ampi di truffe.
I numeri (recenti) in Italia
Secondo i dati del 2025 raccolti dalla Polizia Postale, gli attacchi di phishing e smishing (truffe tramite SMS o messaggi inviati su WhatsApp, Telegram o app similari) sono cresciuti di oltre il 20% rispetto all’anno precedente. Un aumento significativo è stato riscontrato proprio per quanto riguarda le truffe legate alle finte promozioni commerciali. Persino nel nostro territorio non mancano le segnalazioni di episodi di truffe telematiche: la zona di Barletta, Andria e Trani è una delle più colpite negli ultimi anni. Questo è un segnale chiaro: il fenomeno è ormai radicato e non più episodico.
La prima difesa parte dalla mail
Per difendersi dal phishing, la prima cosa da fare è sicuramente questa: utilizzare servizi di mail affidabili. Le migliori piattaforme hanno filtri antispam molto potenti, e questo permette di ridurre il numero di messaggi sospetti che arrivano nell’inbox. Di conseguenza si riduce il rischio di cadere nell’attacco.
I segnali da non ignorare
Anche il Clusit, nel suo aggiornamento 2026, segnala che il fattore umano resta la principale vulnerabilità: infatti, più della metà degli incidenti parte da un’azione inconsapevole (e spesso troppo frettolosa) dell’utente. Pertanto, è chiaro che anche gli strumenti di difesa più efficienti e tecnologici non possono eliminare completamente i rischi. La migliore difesa resta sempre la nostra attenzione. Dobbiamo fermarci a leggere e a riconoscere ciò che non torna anche quando sembra tutto in ordine.
Oggi come oggi, un messaggio che promette uno sconto eccezionale dovrebbe già accendere un campanello d’allarme. Tuttavia, ci sono anche dettagli più sottili da individuare: link accorciati, domini leggermente diversi da quelli ufficiali e richieste di dati “per confermare l’offerta”. Attualmente, è raro che un’azienda seria chieda le credenziali via SMS o email per applicare uno sconto.
Meglio perdere uno sconto che i propri dati
Insomma, è chiaro che difendersi non significa diventare esperti di cybersecurity ma bensì sviluppare una certa attenzione ai dettagli. Basta fermarsi prima di cliccare e verificare una promozione direttamente sul sito ufficiale di un brand per proteggersi al meglio. A volte, si potrebbe anche semplicemente ignorare ciò che appare davvero troppo conveniente, senza dimenticare di mantenersi aggiornati sulle ultime notizie riguardanti gli attacchi di phishing. Nel contesto attuale, dove l’inganno è costruito con un’estrema cura, la prudenza e il buon senso sono ancora le armi più efficaci per difendere i propri dati sensibili (e non solo).
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